Si chiama “Il catalogo delle opportunità” ed è un progetto realizzato dall’Asp Ghirlandina per permettere a persone con disabilità complessa e alta dipendenza dai sostegni di svolgere un’attività lavorativa all’interno di aziende partner.
Il progetto è stato al centro di uno studio, dal titolo “Inclusive Ergonomics for Industry 5.0: Inclusion of Individuals with High Support Needs in Industrial Workplaces”, condotto da Lucia Botti, Chiara Arletti, Monica Bonavita, Francesco Mancini, Mauro Rebecchi, Ciro Ruggerini e Rosa Sammarco. La ricerca, che ha visto il coinvolgimento di diversi enti tra cui il Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Asp Ghirlandina, ha esplorato l’ambito dell’inclusione di persone con disabilità gravi in contesti industriali e i risultati hanno evidenziato la fattibilità e i benefici dell’ergonomia inclusiva sia per gli individui che per le organizzazioni.
“Questo progetto – precisano Mauro Rebecchi e Chiara Arletti, risperttivamente presidente e direttrice di Asp Ghirlandina – nasce dalla volontà di permettere ai nostri ospiti di scegliere l’attività più gradita a loro, all’interno di un ambitio professionale e lavorativo, aggiungendo l’esperienza in azienda alle altre che i nostri ragazzi sono già abituati a vivere, dalla piscina all’ippica, dai laboratori alla vela. Un’attività lavorativa che definiamo non produttiva in senso stretto, ma socializzante, con al centro l’importanza di fare esperienze in grado di migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone con disabilità. Per farlo ci siamo rivolti ad aziende del territorio che operano in diversi settori – manufatturiero, agricolo e di servizi – creando così una scelta ampia da offrire ai nostri ragazzi”.
Un impegno settimanale, in una postazione di lavoro facilitata e flessibile, per svolgere un compito semplice e ben definito, con la supervisione di un altro dipendente: è questo ciò che succede in concreto con “Il catalogo delle opportunità” e le ricadute positive sono molteplici, dall’aumento dell’autostima all’ampliamento della rete di relazioni sociali.
L’iniziativa si sta diffondendo, da piccole realtà locali è riuscita a coinvolgere anche aziende più strutturate e due multinazionali. Tra i punti cardine del progetto, la soddisfazione dei ragazzi, che per un giorno alla settimana assumono il “ruolo di lavoratori”, il miglioramento del clima in azienda, testimoniato dagli imprenditori stessi, la soddisfazione del dipendente, che diventa maestro d’arte, la valorizzazione della parola “inclusione”, perché chi incontra la disabilità cambia il proprio sguardo e nei contesti comuni è meno in difficoltà a condividerla, il contatto con una quotidianità nuova, fatta di relazioni e di incontri.

